GESTIONE SANITARIA DEL GATTO ANZIANO

Clinica Veterinaria Spinnato • 11 ottobre 2024

GESTIONE SANITARIA DEL GATTO ANZIANO

gestione sanitaria del gatto

L’avvio di un programma di cure sanitarie preventive per soggetti anziani è indicato nel gatto a partire da un’età compresa fra 7 ed 11 anni e deve proseguire per tutto il resto della vita.

Le scelte terapeutiche nei gatti anziani non devono essere prese soltanto sulla base dell’età, ma tenendo conto dello stato generale di salute dell’animale, della durata prevista della sua vita e di quella che si prevede essere la qualità della vita ottenuta con la terapia.

Riassunto dei programmi di cure sanitarie per gatti anziani con e senza segni clinici di malattia

L’avvio di un programma di cure sanitarie preventive per soggetti anziani è indicato nel gatto a partire da un’età compresa fra 7 ed 11 anni e deve proseguire per tutto il resto della vita.

Le scelte terapeutiche nei gatti anziani non devono essere prese soltanto sulla base dell’età, ma tenendo conto dello stato generale di salute dell’animale, della durata prevista della sua vita e di quella che si prevede essere la qualità della vita ottenuta con la terapia.

Programma di cure sanitarie per gatti anziani senza segni clinici di malattia

  • Raccolta di un’anamnesi completa medica e comportamentale in occasione di ogni visita del paziente.
  • Approfondito esame clinico, almeno ogni 6 mesi.
  • In occasione di ogni visita, determinazione del peso, confronto con quello precedente e assegnazione del punteggio di condizione corporea.
  • Esecuzione almeno annuale di una serie di test diagnostici che deve comprendere, come minimo:
    – esame emocromocitometrico completo.
    – creatinina sierica
    – potassio sierico
    – alanina-aminotransferasi sierica (ALT) e fosfatasi alcalina sierica (ALP)
    – T4 totale mediante RIA
    – esame completo delle urine
    – pressione sanguigna
    – test per la ricerca degli antigeni del virus della leucemia felina (FeLV) e
    degli anticorpi per quello dell’immunodeficienza felina (FIV), se non già
    attuati in precedenza o se il gatto è a rischio di esposizione.

Sono considerati tali quelli che vivono all’aperto, dentro e fuori casa, i randagi e quelli con ferite da morso, fuggiaschi, inselvatichiti e provenienti da nuclei familiari con più gatti in cui vi sono soggetti FeLV o FIV positivi o per i quali non si conosce lo status relativo a queste due infezioni.

Programma di cure sanitarie per gatti anziani con segni clinici di malattia

  • Raccolta di un’anamnesi completa medica e comportamentale in occasione di ogni visita del paziente.
  • Approfondito esame clinico, almeno ogni 6 mesi, a seconda della malattia in atto e dello stato di salute del paziente.
  • In occasione di ogni visita, determinazione del peso, confronto con quello precedente e assegnazione del punteggio di condizione corporea.
  • Esecuzione almeno ogni 6 mesi di una serie di test diagnostici adatta alla condizione patologica in atto, che comprenda, come minimo:
    – esame emocromocitometrico completo
    – profilo biochimico con elettroliti
    – T4 totale con RIA
    – esame completo delle urine
    – pressione sanguigna
    – test per la ricerca degli antigeni del virus della leucemia felina (FeLV) e
    degli anticorpi per quello dell’immunodeficienza felina (FIV) se non già
    attuati in precedenza o se il gatto è da considerare a rischio di esposizione,
    secondo i parametri precedentemente indicati.

Caratteristiche delle malattie nel gatto anziano:​

Ipertiroidismo

Nel trattamento di un gatto ipertiroideo, si deve prestare particolare attenzione al monitoraggio della funzione renale dopo la terapia. I parametri renali devono essere nuovamente verificati a distanza di un mese dall’inizio della terapia. Se il soggetto è affetto contemporaneamente da ipertiroidismo e insufficienza renale grave, il trattamento d’elezione è rappresentato dalla somministrazione per via orale di farmaci antitiroidei da utilizzare alla minima dose efficace. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati.

Insufficienza renale cronica

Data l’eccezionale capacità di concentrazione dei reni del gatto, i felini con insufficienza renale possono presentare un peso specifico dell’urina superiore a 1035.

  • La deplezione di potassio è comune nei gatti anziani, in particolare se
    colpiti da insufficienza renale. L’integrazione con potassio per os è indicata
    quando i livelli sierici di questo elemento scendono al di sotto di 4 mEq/l.
  • Una moderata restrizione dell’assunzione di proteine e di fosforo può
    ridurre i segni clinici dell’uremia. Non è stato dimostrato che il consumo di
    una dieta caratterizzata da una moderata restrizione proteica rallenti la
    progressione della nefropatia.

Ipertensione

  • Nel gatto, l’ipertensione sistemica è di solito secondaria a nefropatia
    cronica o a ipertiroidismo.
  • La pressione sanguigna può essere misurata in modo indiretto con il
    metodo Doppler, calcolando la media di un minimo di 5 determinazioni.

Neoplasie

L’adeguato supporto nutrizionale ed il controllo del dolore sono componenti essenziali nella cura dei pazienti neoplastici.

Diabete mellito

  • La valutazione delle curve glicemiche rappresenta il miglior metodo per
    determinare il tipo, la dose e la frequenza di somministrazione dell’insulina
    da impiegare.
  • Se si utilizzano singole determinazioni della glicemia, queste devono essere
    effettuate nei momenti che coincidono con il picco dell’attività insulinica,
    accertata sulla base di una precedente curva glicemica.
  • Come in tutti i disordini comuni nei gatti anziani, l’osservazione da parte
    del proprietario dell’appetito, del peso corporeo, del livello di attività, dello
    stato mentale, del consumo d’acqua e della minzione costituisce una
    componente essenziale del trattamento .

Infiammazione intestinale

L’anoressia o la perdita di peso possono essere l’unico segno clinico associato all’infiammazione intestinale. L’unico metodo per formulare una diagnosi definitiva è la biopsia intestinale.

Comportamento del gatto anziano

Le alterazioni comportamentali, anche se spesso sottili, sono comuni nei gatti anziani e risultano frequentemente associate a condizioni di natura medica trattabili.

Alle modificazioni del comportamento nei pazienti di questa fascia di età possono contribuire le seguenti condizioni: malattie o disfunzioni organiche, problemi odontoiatrici, attenuazione del sensorio, disordini endocrini, condizioni che portano a disagio o riduzione della mobilità e disfunzioni cognitive.

Oltre che attuando la terapia del problema medico primario, le anomalie comportamentali che persistono possono essere affrontate con tecniche di modificazioni del comportamento, gestione ambientale o farmaci comportamentali.

Analgesia

Nel trattamento delle malattie dei gatti anziani, risulta importante il controllo del dolore, sia a breve che a lungo termine. Le condizioni che richiedono questo tipo di intervento sono rappresentate da artropatia degenerativa, affezioni dentali, interventi chirurgici e neoplasia.

Anestesia

La piccola taglia fisica del gatto, unitamente alle modificazioni del metabolismo dei farmaci indotte dall’età, fanno sì che nei felini anziani risultino di importanza critica lo stretto monitoraggio dell’anestesia ed il mantenimento del calore corporeo.

Nutrizione

  • Le diete per i gatti anziani devono essere altamente appetibili, arricchite con potassio, facilmente digeribili e realizzate con proteine di elevato valore biologico. Non tutte le diete che riportano l’indicazione “per gatti anziani” soddisfano questi criteri.
  • Lo status nutrizionale e le modificazioni della dieta devono essere valutate su base individuale.
  • Si deve prestare attenzione all’assunzione dei fluidi, dal momento che molti disordini dei gatti anziani possono condurre alla disidratazione.

Odontoiatria

  • Anche se non sempre clinicamente apparenti, le affezioni del cavo orale e
    quelle periodontali costituiscono significative fonti di morbilità. Le lesioni
    da riassorbimento odontoclastico e i denti spezzati possono causare un
    significativo disagio.
  • Se si osservano lesioni orali o dentali di qualsiasi tipo o se si sospetta una
    lesione da riassorbimento, è necessario effettuare delle radiografie dei
    denti.
  • I veterinari devono suggerire ai proprietari le corrette cure dentarie
    preventive.

Perdita dell’animale

  • I veterinari devono essere sensibili ai desideri dei proprietari per quanto
    riguarda l’eutanasia.
  • La presenza del cliente durante la soppressione può essere utile per il
    processo di elaborazione del lutto. Se il proprietario è presente, si deve
    prendere in considerazione la sedazione prima dell’eutanasia e
    l’applicazione di un catetere endovenoso.
  • I veterinari devono conoscere il processo di superamento di una perdita
    affettiva ed offrire cure e sostegno basati sulla compassione. Si devono
    informare i clienti dell’esistenza di linee telefoniche dedicate, gruppi di
    sostegno ed altre opzioni di aiuto per coloro che hanno subito la perdita di
    un animale da compagnia.

Fonti:

https://www.vetjournal.it/images/archive/pdf_riviste/3255.pdf


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